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18 dicembre 2015: al tribunale di Grasse, è la solidarietà che è messa sotto accusa!

Traduciamo e riportiamo il comunicato di tante associazioni francesi in sostegno a Claire, un’attivista accusata di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Il 18 dicembre a Grasse ci sarà il processo, noi saremo insieme a lei per sostenere la solidarietà verso chi lotta contro i confini per la libertà di movimento di tutti e tutte.

 

18 dicembre 2015: al tribunale di Grasse, è la solidarietà che è messa sotto accusa!

Il 13 Luglio, Claire, professoressa universitaria ora in pensione ed attivista, viene fermata alla stazione di Antibes dalla PAF (polizia di frontiera francese) mentre accompagnava un minore e una giovane donna, entrambi rifugiati che desideravano prendere un treno in direzione Nord Europa.

Quale l’accusa contro questa tranquilla pensionata?

É sospettata di aver “facilitato, attraverso un aiuto diretto o indiretto, l’ingresso illegale, il movimento ed il soggiorno irregolare dei due stranieri in Francia”, cioè di essere una trafficante di esseri umani (cfr passeur).
Claire è stata ammanettata, interrogata, tenuta in garde à vue per 24 ore, perquisita la sua casa, il suo cellulare messo sotto sequestro.

La volontà di intimidire gli attivisti e solidali era evidente.

Claire dovrà comparire davanti al tribunale di Grasse il 18 dicembre 2015.

Questo 13 luglio, Claire agiva all’interno della presenza attiva di realtà associative che monitoravano le stazioni internazionali delle Alpi Marittime, una presenza resa necessaria dalla chiusura della frontiera franco italiana e dai controlli sistematici e razzisti operati dalla polizia sui treni nelle principali stazioni.

Ogni giorno i media trasmettono immagini insopportabili di profughi che scappano da terribili guerre civili, il pubblico ministero di Grasse avrebbe voluto che Claire, indifferente, lasciasse i due giovani disorientati cercare la strada per la stazione di Antibes? Aiutando i rifugiati a trovare la strada, Claire ha agito come migliaia di cittadini di questo paese avrebbero potuto fare: mostrando semplicemente umanità, soltanto umanità.

Amnesty International – Alpes-Maritimes

Association pour la démocratie à Nice (ADN)

Cimade 06.

Comité de vigilance des Alpes-Maritimes (CO.VI.AM).

Habitat et citoyenneté.

Groupe d’information et de soutien des immigrés (GISTI).

Ligue des droits de l’Homme (LDH) Sections de Nice et Cannes-Grasse.

Mouvement contre le racisme et pour l’amitié entre les peuples (MRAP ). Comité Nice – Grasse

Réseau éducation sans frontières (RESF) 06.

Syndicat des avocats de France (SAF) Section de Nice

Syndicat de la magistrature (S.M) 06


14 dicembre: Appello per una giornata di lotta contro le frontiere e la repressione poliziesca (da Calais Migrant Solidarity) [ITA-ENG-FR]

(da Calais Migrant Solidarity)

“Volevano seppellirci, non sapevano che siamo semi.”

Negli ultimi mesi, da Ventimiglia a Calais, la violenza di stato contro coloro che viaggiano senza documenti è aumentata.
Abbiamo visto ciò nella reintroduzione dei controlli alla frontiera di molti stati della zona Schegen che (tra le altre cose) hanno prodotto nuove jungle in diversi luoghi come Ventimiglia, fino al successivo sgombero violento di quel campo il 30 settembre, nel significativo aumento della polizia francese ed inglese a Calais (e talvolta dell’esercito), o ancora nella proliferazione delle misure che impediscono alle persone di ottenere i documenti di viaggio europei in prima battuta. Chi solidarizza con le persone in viaggio ha, a sua volta, subito un maggiore livello di repressione.

Il 14 dicembre, due persone legate alla rete No Borders affronteranno un processo a Nizza e Boulogne, in Francia. Uno di loro è stato arrestato semplicemente per il fatto di essere stato davanti alla postazione frontaliera di Menton (dal lato francese del confine con l’Italia, vicino a Ventimiglia) durante una delle tante deportazioni di persone dalla Francia all’Italia. L’altro attivista è accusato di aver organizzato le rivolte nella jungle di Calais, il che è ridicolo, visto che coloro che vivono nella jungle sono perfettamente in grado di decidere da sé la propria azione politica.

Questi due processi mostrano chiaramente la volontà dello stato francese e inglese di colpire la rete No Borders, che per tanti anni ha combattuto per la libertà di movimento di tutti, senza la quale queste situazioni di emergenza umanitaria che creano rifugiati non saranno mai risolte.

Ora lo stato francese sta provando a mettere il bavaglio a qualsiasi espressione di dissenso che vada contro l’obbiettivo di istituire uno stato di emergenza, nel quadro di una Fortezza Europa che di nuovo rinforza un fuori e un dentro. Noi dobbiamo, ora più di prima, affermare la nostra determinazione e la nostra unità contro le strategie repressive dello stato.

Reagiamo e facciamo si che il 14 dicembre sia una giornata di azione contro la repressione di stato, ma soprattutto contro tutti i confini, contro le deportazioni e contro tutti gli stati nazione.

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December 14th, a call to fight borders and police repression

‘They tried to bury us. They didn’t know we were seeds’

In recent months, from Ventimiglia to Calais, state violence has increased against those who travel without papers. We see this in the re-introduction of border controls in various states in the Schengen zone that (among other things) resulted in new jungles in places like Ventimiglia, to the subsequent violent destruction of that jungle on the 30th of September, to the vast increase in French and British police in Calais, (plus the army at times), not counting the proliferation of measures that deny people access to European travel papers in the first place. Those who stand in solidarity with them have faced increased levels of repression too.

On December 14th, 2 people connected to the No Border Network will stand trial in Nice and Boulogne, France. One of them was arrested simply for being present in front of the border police station of Menton (on the French side of the border with Italy, close to Ventimiglia) during one of the many deportations of people from France to Italy. The other is accused of having organised riots in the Calais jungle, which is ridiculous, as those living in the jungle are perfectly capable of taking political action on their own intitiative.

These two trials show the willpower of the french and british state to break up the No Border Network, which has struggled for many years for the freedom of movement for all, without which those humanitarian emergency situations that create exiles will never be solved.

Now the french state is trying to muzzle any expression that stands against its goals by establishing a state of emergency, within a Fortress Europe that again reinforces an inside and an outside. We have to, now more than ever, affirm our determination and our unity against the repressive strategies of the state.

Let’s fight back and make December 14th a day of action against state repression, but above all against borders, against deportations and against all nation states.

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14 Décembre : Appel à combattre les frontières et la répression policière

“Ils ont essayé de nous enterrer. Ils ne savaient pas que nous étions des graines”.

Les derniers mois, de Vintimille à Calais, la violence d’état s’est accentuée contre les personnes voyageant sans papiers. Nous constatons ceci dans la réintroduction des contrôles aux frontières au sein de l’espace Schengen qui ( entre autres) a eu pour conséquence la création de nouvelles jungles à différents endroits comme à Vintimille, à la destruction violente de cette jungle le 30 septembre, à l’importante augmentation des effectifs de police britannique et française à Calais ( et parfois même l’armée), sans oublier la prolifération des mesures qui empêche les personnes d’obtenir des papiers de voyage européens en premier lieu. Ceux qui se dressent en solidarité avec eux ont également fait face à une augmentation des niveaux de répression.

Le 14 décembre, 2 personnes en lien avec le réseau No Border passeront en procès à Nice et à Boulogne, en France. L’un d’eux a été arrêté simplement parce qu’il était présent devant le poste-frontière de Menton ( du coté français de la frontière avec l’Italie, proche de Vintimille) lors d’une des nombreuses déportations de personnes de la France vers l’Italie. L’autre est accusé d’avoir organisé des émeutes dans la jungle de Calais, ce qui est ridicule, puisque ceux qui vivent dans la jungle sont parfaitement capables de faire des actions politiques de leurs propres initiatives.

Ces deux procès montrent la volonté des états français et britanniques de casser le réseau No Border, qui luttent depuis plusieurs années pour la liberté de mouvement pour tous, sans laquelle ces situations d’urgence humanitaire qui créent l’exil ne seront jamais résolues.

Désormais, l’état français essaye de museler toute expression qui contrecarre ses buts en instaurant un état d’urgence, à l’intérieur d’une Europe Forteresse qui renforce une fois de plus la notion d’un intérieur et d’un extérieur. Nous devons, plus que jamais, affirmer notre détermination et notre unité contre ces stratégies répressives de l’état.

Ripostons et faisons du 14 décembre une journée d’action contre la répression étatique, mais avant tout contre les frontières, contre les déportations et contre tous les états-nations.